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14 Aprile 2026
14 Aprile 2026
La cessione ad Atm delle quote detenute da Webuild nel capitale di M4 “ha un certo impatto sui conti. È positivo ma non è enorme”. Lo ha affermato il Ceo di Webuild, Pietro Salini, a margine della presentazione delle nuove tratte della Pedemontana.
Secondo gli analisti l'operazione comporterebbe un cash di circa 140 milioni di euro. Il top manager ha però sottolineato l'importanza “della rotazione dell'equity che per noi è fondamentale: poter reinvestire denari su altre iniziative. Abbiamo concluso il primo ciclo, ora stiamo completando l'infrastruttura. Era necessario dimettere una parte di equity per poter sostenere l'infrastruttura, adesso questa necessità è venuta meno. Le strategie, sia di Atm sia le nostre coincidono, e abbiamo trovato una soluzione”, ha concluso.
Il closing dell’operazione di acquisto da parte dell’azienda dei trasporti milanese delle quote di M4 detenute da soggetti privati dovrebbe concludersi la prossima settimana. Il Comune di Milano ha deciso di rendere totalmente pubblica la linea 4 della metropolitana. Ad oggi la composizione societaria di M4 vede il Comune di Milano detenere il 66,6% delle azioni. Il resto è in mano ai privati: Webuild e Partecipazione Italia entrambi con il 9,6%, Hitachi Rail con l'11,2%, Mermec con lo 0,2%, Sirti con lo 0,1%, Ansaldo Breda con lo 0,1%. Atm detiene il 2,3%.
Con questa operazione, la società che gestisce il trasporto pubblico milanese acquisirà il 31%, salendo così al 33,3%. Il closing non vedrà l'acquisto totale della partecipazione ma solo il 29,2% e il restante 1,8% alla fine del collaudo dell'infrastruttura.
Il valore economico del deal ammonta a 228 milioni di euro, con un risparmio di circa il 10% rispetto ai 253 milioni inizialmente previsti. Atm procederà al pagamento in parte attraverso risorse proprie e in parte con un prestito ponte del valore di circa 150 milioni.
Arrigo Giana, amministratore delegato e direttore generale di Atm: “L'acquisizione di M4 è una operazione nell'onda della nostra strategia di crescita, di consolidamento. Chiaramente, il nostro core business resta la gestione nell'ambito del trasporto pubblico locale. In questo caso è una operazione in cui saliamo di quota nell'ambito di una società in cui siamo già presenti e che poi dovremo gestire per i prossimi 25 anni. Ne assumiamo la governance. È un'operazione che ha un carattere prettamente finanziario ma ha un profilo di redditività e di remunerabilità dell'investimento”.
Giana è stato, invece, lapidario circa la possibilità di replicare la stessa operazione anche per la M5: “Non è sul piatto”, ha tagliato corto. “La M4 si è presentata come occasione e l'abbiamo colta perché' è una operazione profittevole. M5 – ha concluso l’ad di Atm – non è all'orizzonte e non ci è mai stata proposta”.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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