Ultime notizie

3 Agosto 2012

Minardi (Aspesi): ''cerchiamo nuovi soci e avanti con il progetto federazione''

di Cristina Giua

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right
ADV 970x90

Fresco di nomina alla presidenza di Aspesi, Franco Minardi parla con Monitorimmobiliare.it dei programmi del suo mandato ai vertici dell'associazione tra le società che si occupano di promozione e sviluppo immobiliare.

D: Quali sono le priorità in agenda per i prossimi anni?
Minardi: Procediamo con il
progetto di Federimmobiliare
, cercando di trovare una linea condivisa con le altre associazioni di settore per avere maggior forza nei confronti delle istituzioni sia a livello nazionale che a livello locale.

L'obiettivo è fare fronte comune: nella filiera degli operatori italiani del real estate ci sono vedute e interessi specifici, pensiamo ad esempio alle esigenze dei fondi immobiliari rispetto a quelle dei costruttori, ma crediamo non siano delle differenze così forti da impedire al progetto di federazione di andare avanti.

Un secondo fronte è trovare nuovi associati, investendo nei servizi e nei vantaggi che l'associazione dà.

A proposito di servizi stiamo mettendo a punto per gli iscritti un network per investire all'estero, a partire dai Paesi europei. 


D: É il suo secondo mandato come presidente Aspesi anche se il primo risale al 1993: come è cambiata da allora l'associazione? 
Minardi: Vent'anni fa eravamo un club di sette-otto gruppi immobiliari, anche importanti, che si confrontava sulle principali tematiche del settore, oggi siamo una vera e propria associazione con 156 soci, molto concentrati su Milano e sul segmento dell'immobiliare residenziale, ma di spazio per crescere ce n'è ancora, anche sugli altri segmenti come retail e uffici.

D: In tutto questo, uno scenario di mercato negativo. 
Minardi: Possiamo dire che è un mercato morto, anche se gli italiani sono sempre propensi all'acquisto della casa.

Le tempistiche medie di vendita sul residenziale si aggirano intorno ai cinque-sei mesi, quindi anche raddoppiate rispetto al passato e spesso capita che l'acquirente cambi idea e non compri più, per colpa di un clima di incertezza generale o per via delle banche che non concedono mutui. 


L'interesse a compare quindi c'è, ma non ci sono i presupposti per una svolta: per vedere la fine del tunnel bisognerà aspettare almeno il 2013.

7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Savills: Q1 2026, investiti 450mln nella logistica in Italia (Vide