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04 Giugno 2026
Un piano “lacrime e sangue” (che ha portato al taglio di un terzo della forza lavoro - circa 5mila posti in meno – seguito dalla riduzione degli uffici - scesi a 400 da 1.100 - e delle spese annuali, dimezzate a 675 milioni di dollari).
Poi lentamente la rinascita, approdata alla quotazione a Wall Street lo scorso nell'ottobre del 2012 e di cui fra poche settimane ricorrerà il primo anniversario.
Così Realogy, broker dell'intermediazione immobiliare Usa con in portafoglio grandi marchi di reti di agenzie, come Century 21, Coldwell Banker e Corcoran, ha risalito la china, gettandosi alle spalle la crisi post 2007, quando giravano voci di una sua possibile bancarotta – il rosso accumulato dal 2007 al 2010 era di 3 miliardi di dollari - e il rating sul suo debito era stato declassato a livello di titolo spazzatura.
A credere nel rilancio Apollo Global Management, società di private equity entrata nel 2007 come azionista di controllo nella società di brokeraggio (quando i prezzi nel settore erano ancora ai massimi) che è riuscita a tenere duro e a passare gli anni da Grande Depressione del real estate americano.
Poi lo scorso anno la collocazione in Borsa con una Ipo (Initial public offering) da 1,2 miliardi di dollari e l'anno scorso la vendita delle quote da parte di Apollo, in tranche esaurite quest'estate, per realizzare guadagni per soci e partner che il Wall Street Journal ha stimato in 1,3 miliardi di dollari.
Poi lentamente la rinascita, approdata alla quotazione a Wall Street lo scorso nell'ottobre del 2012 e di cui fra poche settimane ricorrerà il primo anniversario.
Così Realogy, broker dell'intermediazione immobiliare Usa con in portafoglio grandi marchi di reti di agenzie, come Century 21, Coldwell Banker e Corcoran, ha risalito la china, gettandosi alle spalle la crisi post 2007, quando giravano voci di una sua possibile bancarotta – il rosso accumulato dal 2007 al 2010 era di 3 miliardi di dollari - e il rating sul suo debito era stato declassato a livello di titolo spazzatura.
A credere nel rilancio Apollo Global Management, società di private equity entrata nel 2007 come azionista di controllo nella società di brokeraggio (quando i prezzi nel settore erano ancora ai massimi) che è riuscita a tenere duro e a passare gli anni da Grande Depressione del real estate americano.
Poi lo scorso anno la collocazione in Borsa con una Ipo (Initial public offering) da 1,2 miliardi di dollari e l'anno scorso la vendita delle quote da parte di Apollo, in tranche esaurite quest'estate, per realizzare guadagni per soci e partner che il Wall Street Journal ha stimato in 1,3 miliardi di dollari.
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