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20 Agosto 2014

Venezia, il dilemma del ticket di ingresso

di G.L.

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Non bastassero le tasse di soggiorno nelle città italiane, ora arriva una nuova idea: il ticket di ingresso. Non si tratta di un provvedimento anti-smog, simile alle varie “aree C” di meneghino ingegno, ma di un vero e proprio biglietto per comprarsi il diritto di entrare a visitare una città.

La città nella fattispecie è Venezia, che da giorni è sotto i riflettori della politica, oltre che del turismo (ancorchè bagnato e non solo per l’acqua alta). Il motivo è la cosiddetta maleducazione dei frequentatori occasionali di Piazza San Marco e dintorni, che con i loro comportamenti rischiano di sporcare e avvilire l’immagine di una città che è giustamente considerata il più bel museo a cielo aperto del nostro Paese. Per il quale, dunque, è giusto far pagare un biglietto, in modo da discriminare i buontemponi dai veri amanti dell’arte.

Lo aveva detto giorni fa il sottosegretario al turismo Ilaria Borletti Buitoni, affermando che "non si può adattare Venezia al turismo, ma è il turismo che deve adattarsi alla città rispettandone le dimensioni e l'integrità". Il ticket, secondo il sottosegretario, “dovrebbero pagarlo tutti i turisti, tranne quelli che soggiornano a Venezia o che hanno meno di 25 anni e chi paga il ticket avrebbe diritto anche all’ingresso gratuito in uno dei musei cittadini, che oggi sono largamente sottovisitati in proporzione al numero di visitatori che ogni giorno affluisce in centro storici”.

Ma non era stato troppo d’accordo Assoturismo-Confesercenti, nella persona del presidente Francesco Mattiazzo. “Sbagliatissimo. È l’ennesima tassa su visitatori e turisti già tartassati – sostiene - Chi arriva in paga già la tassa di soggiorno, la ztl per i pullman, la ztl per le barche. È un vero disastro. Ma quale altra città straniera ha così tante tasse? E poi perché tartassare solo il mordi e fuggi, c’è tutto un mondo di esercizi che vivono grazie a questo tipo di turismo”.

Poco entusiasmo anche dal governatore del Veneto Luca Zaia, che propugna invece un’idea forse di più difficile applicazione ma, almeno, gratuita, cioè la prenotazione gratuita delle visite a Venezia e, di conseguenza, il numero chiuso di turisti ammissibili volta per volta in città.

Questo avrebbe l’effetto di rendere più esclusiva – e quindi più appetibile – la meta lagunare, e di facilitare la gestione del traffico turistico all’interno della città, senza imporre costi aggiuntivi a nessuno. Tuttavia, per il turismo internazionale schiavo delle tabelle orarie di treni e aerei la cosa potrebbe rivelarsi un po’ complicata.

L’idea di un ticket di ingresso, invece, ha trovato il favore di Federalberghi Venezia, che si è scagliata contro i turisti di un giorno solo, che intasano e sporcano la città senza portare alcun valore aggiunto.

Solo una provocazione, invece, è l’idea del biglietto d’ingresso secondo il presidente dell’Associazione Piazza San Marco Alberto Nardi. Bisognerebbe invece lavorare per inventare nuove forme di gestione dei flussi. “Le politiche – sostiene Nardi - devono partire dai due presupposti: che questa deve continuare ad essere una città, pur nella sua unicità, e non un parco divertimenti, e che va frenato il 'mordi e fuggi'”.
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