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20 Novembre 2017

Eurizon: utile in crescita

di E.I.

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Eurizon chiude il terzo trimestre del 2017 in crescita. Il valore del patrimonio al 30 settembre è pari a 307,7 miliardi di euro in aumento del 6% rispetto a fine 2016. L’utile netto consolidato, compreso l'utile di pertinenza di terzi, dei nove mesi è di 362,5 milioni di euro, in aumento del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il margine da commissioni raggiunge i 496,7 milioni, in crescita del 22% rispetto ai primi nove mesi del 2016.

La raccolta da inizio anno supera i 15 miliardi di euro grazie principalmente al contributo dei fondi comuni che posizionano Eurizon al primo posto in Italia per flussi netti nel periodo, secondo i dati Assogestioni.

Nell’ultimo trimestre i flussi maggiori sono confluiti sui fondi flessibili con quasi 2 miliardi di euro e sugli obbligazionari con 1,15 miliardi. Da inizio anno la raccolta di queste due tipologie di fondi è rispettivamente di 5,7 miliardi e di 6,8 miliardi di euro. Continuano a essere positivi anche i fondi bilanciati e gli azionari, mentre i deflussi sui fondi monetari da inizio anno si attestano a 1,9 miliardi di euro.

Prosegue il successo dei PIR che dalla loro partenza hanno contribuito alla raccolta con 1,6 miliardi di euro, costituiti per circa 1,4 miliardi da fondi retail e per la parte restante da soluzioni per la clientela istituzionale. Tali risultati portano la società a posizionarsi al primo posto in Europa per raccolta sui fondi multiasset, secondo le analisi di Thomson Reuters Lipper nei primi nove mesi del 2017.

A fine settembre il patrimonio complessivo di Eurizon si attesta a 385 miliardi di euro, comprensivo dei 78 miliardi di euro di Penghua in Cina. Per quanto riguarda le partecipazioni europee, il patrimonio di Eurizon SLJ Capital LTD è pari a circa 8 miliardi di euro, tra mandati di gestione e servizi di advisory, mentre quello dell’HUB sui Paesi dell’Est Europa si conferma intorno ai 3,6 miliardi di euro, con una raccolta da inizio anno di 98 milioni di euro confluiti principalmente nell’ultimo trimestre grazie al lancio di nuovi prodotti nell’area e a un’intensa attività commerciale soprattutto sul segmento private.

Da inizio anno a fine settembre sono stati lanciati 69 nuovi prodotti: 61 fondi di diritto italiano e 8 comparti lussemburghesi, destinati sia alla clientela istituzionale che al mondo retail.

In particolare nel trimestre è stata ampliata la gamma prodotti con nuove soluzioni di investimento per la clientela retail dedicate alla riqualificazione della liquidità e alla ricerca di rendimento. Per la Divisione Private Banking sono state lanciate nuove proposte tra cui uno strumento che mira alla crescita moderata del capitale attraverso una strategia diversificata che prevede l’incremento graduale della componente azionaria nei primi due anni. Per la clientela istituzionale è stata sviluppata un’offerta distintiva sugli alternatives a supporto del bisogno di extra rendimento e diversificazione, in particolare sono stati istituiti due nuovi fondi che investono rispettivamente in prestiti sindacati a supporto di acquisizioni da parte di fondi di private equity e in prestiti garantiti da immobili commerciali.

Tra le novità introdotte nel corso del trimestre si segnala l’Advisory Board, un comitato di analisi su tematiche economiche, politiche e geopolitiche e sulle tendenze finanziarie del mercato più rilevanti dal quale scaturisce il World Economic Scenario, un documento di approfondimento delle dinamiche macroeconomiche.

Sul fronte della corporate governance, nei primi nove mesi del 2017 Eurizon ha preso parte a 73 assemblee degli azionisti di selezionate società con azioni quotate alla Borsa Italiana (52%) e sui mercati internazionali (48%). Inoltre nel periodo, la Sgr ha condotto circa 535 engagement con le società emittenti, di cui il 20% esclusivamente dedicati a tematiche ESG.

Tommaso Corcos, amministratore delegato di Eurizon: “Ci stiamo avvicinando alla chiusura di un anno di grandi soddisfazioni e novità, una su tutte il lancio dei PIR. I risultati conseguiti sono la base di partenza per gli obiettivi che stiamo definendo per il prossimo piano industriale del gruppo. Tra le prossime sfide ci sono i cambiamenti regolamentari derivanti da Mifid II che avrà impatti sugli attori coinvolti sia a livello strategico che operativo. Penso che le novità normative vadano nella direzione giusta, implicando una maggiore condivisione di responsabilità nella vita del prodotto a tutela dei risparmiatori. In Eurizon ci siamo dotati da tempo di modelli robusti ed evoluti che non solo ci consentono di affrontare questi cambiamenti, ma che ci permettono di affiancare i nostri distributori nell’interpretare le esigenze normative”.

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