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Eurozona: rallentano la crescita di M3 e gli indici di fiducia. Il Cpi aumenta, ma solo nelle componenti volatili
Si riduce il supporto monetario alla crescita con la decelerazione di M3 che si porta ai minimi dall’11/14. Il calo dipende però prevalentemente da M1, mentre cresce ancora l’erogazione di crediti a famiglie e società. Calano ancora gli indici di fiducia di tutti gli operatori economici, arrivando ai minimi dell’anno, ma ancora a livelli superiori alle medie storiche, e intorno alle medie del 2017. Il calo risente del crescente protezionismo commerciale, delle incertezze politiche interne all’eurozona, della volatilità dei mercati per le crisi emergenti e del rialzo del costo dell’energia. Aumenta invece il Cpi, ma solo il Globale per il contributo delle componenti volatili, cibo ed energia, a dimostrazione che l’accelerazione dei prezzi non dipenda propriamente dallo stato dell’economia e quindi non crei pressioni alla Bce per accelerare il passo di normalizzazione della sua politica monetaria espansiva.
Usa: Pil forte rende la Fed operativa al rialzo ma senza accelerazioni pur se fiduciosa sugli sviluppi
La revisione finale ha confermato un Pil del 2° trimestre in forte crescita e di buona qualità, grazie al contributo di diverse componenti che si affiancano al consumo e con pressioni inflative ancora non esagerate. Il quadro è quindi coerente con una Fed che prosegue nella sua normalizzazione dei tassi senza necessità/opportunità di accelerare il passo, come del resto comunicato dal Fomc a commento dell’aumento tassi deciso in settimana. Gli indicatori regionali di attività hanno dato segni di consolidamento a livelli elevati (Chicago, Dallas, Kansas City, Chicago) o record (Richmond). Gli ordini sono cresciuti molto ma non nella componente di investimenti strumentali. Il mercato del lavoro si è confermato quasi ai livelli record con benefici per reddito, spesa, fiducia e benessere, mentre i prezzi hanno mantenuto il tasso di crescita. L’immobiliare si è confermato discontinuo con prezzi in crescita ma vendite fiacche.
Giappone: attività in consolidamento nel 3° trimestre, ma mercato del lavoro buono, vendite in aumento e Cpi in miglioramento
I dati finali degli indici Anticipatore e Coincidente confermano il rallentamento dell’attività restando però ancora a livelli storicamente discreti, più il Coincidente che l’Anticipatore, a indicare la continuazione di una crescita sopra potenziale ma anche che il massimo è stato forse raggiunto. Anche gli ordini di macchine utensili registrano una moderazione del tasso di crescita in parte per gli ordini domestici ma prevalentemente per la componente estera appesantita dal crescere delle tensioni protezionistiche che hanno indotto anche una minore crescita della la produzione industriale. Viceversa, l’occupazione è rimasta forte, le vendite sono cresciute e si è registrata la quarta consecutiva accelerazione di tutti gli aggregati del CPI di Tokyo, anche se restano ancora lontani dall’obiettivo della Banca del Giappone.
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