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Eurozona: il 2018 inizia con una serie di testimonianze dello stato di salute del ciclo
I dati macro di inizio 2018 proseguono l’ottimo trend di fine 2017. Le vendite sono forti, segnando la seconda maggior crescita mensile dal 11/01. La fiducia di tutti gli operatori economici è addirittura a livelli spettacolari, con diversi ennesimi record pluriennali o addirittura di sempre! Anche la disoccupazione migliora, scendendo ai nuovi minimi dal 1/09 grazie alla forza del ciclo, e la produzione industriale segna una delle crescite mensili tra le più elevate dell’ultimo periodo. Un recupero imputabile principalmente all’aumento della produzione di beni strumentali (+3.0% m/m). Questo dettaglio accentua la bontà del dato perché lo lega ad aspettative di lungo periodo. Anche i verbali dell’ultimo comitato della Bce hanno mostrato la crescente consapevolezza di come la forza del ciclo debba impattare sulla velocità della normalizzazione della politica monetaria
Stati Uniti: il 2018 inizia come concluso il 2017, con indicazioni macro tendenzialmente positive ma inflazione contenuta
Alcuni dati segnano fisiologici consolidamenti restando tuttavia su livelli molto elevati come l’Ottimismo delle piccole imprese, in calo dal precedente record dal 9/83 ma che chiude il 2017 con il nuovo record medio annuale dal 2004. I Posti vacanti calano dal precedente record assoluto della serie ma restano in linea con l’elevata media dell’anno. Anche le richieste settimanali di disoccupazione aumentano leggermente da livelli minimi storici, mentre quelle continue calano al minimo dal 6/70 e il benessere dei consumatori sale al massimo dal 1/01. Coerentemente con il quadro positivo, le vendite confermano il buon andamento della stagione natalizia. Nonostante tutto, l’inflazione resta contenuta sia in termini di Ppi sia di Cpi.
Cina: primi impatti della scelta di perseguire una crescita di maggior qualità, anche inferiore ma più sostenibile
I dati della settimana hanno mostrato i primi impatti delle decisioni dell’ultimo congresso del Partito Comunista Cinese, che ha stabilito il nuovo obiettivo: puntare a una crescita anche inferiore ma più sostenibile, migliorando la qualità dell’aria e riducendo i rischi finanziari. Il rallentamento del Ppi consegue, infatti, alla diminuzione delle attività mirata a contenere l’inquinamento. Nel pilotarlo, le autorità dovranno monitorare che non vada a intaccare la capacità delle aziende di servire il debito. Il piccolo rialzo del Cpi è invece conseguente all’effetto base meno negativo del cibo, ma lascia l’indice ancora lontano dall’obiettivo del 3% della PBOC. Il rallentamento delle attività si vede ancora di più nella decelerazione dell’import. L’intervento calmierante delle autorità si nota molto anche nel ridimensionamento delle crescite degli aggregati monetari.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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