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Prosegue la tendenza macroeconomica positiva con dati robusti sull'occupazione e sulle vendite al dettaglio negli USA e ulteriore progresso dei PMI Europei. La FED e la BCE prendono atto di queste dinamiche rivedendo al rialzo le proprie stime di crescita per il 2018, mantenendo una cautela di fondo sul fronte dell'inflazione.
Nessuna sorpresa sul fronte della politica monetaria: il rialzo dei FED Fund di 25 bps è stato ampiamente prezzato. Gli indici azionari si confermano solidi, sostenuti dal passaggio della riforma fiscale americana in tempi più rapidi del previsto. La stagione degli utili in America sarà interessante per osservare come gli effetti della riforma fiscale saranno incorporati nelle stime degli analisti. Nel complesso le attese sono per utili in crescita di oltre 10 punti percentuali. I mercati obbligazionari perdono smalto con correzioni di 15/20 bps nella seconda metà del mese: superata la soglia del 2.5% di rendimento sul decennale USA ci stiamo avvicinando a livelli importanti, intorno a quota 2.65%. L'euro resta forte contro dollaro, nelle vicinanze di 1.20.
Restiamo costruttivi sui mercati azionari globali, seppur con una nota di cautela. Molte buone notizie (da ultimo il passaggio della riforma fiscale) sono oramai nei prezzi e riteniamo che i mercati azionari possano subire il contraccolpo di un repricing dei mercati obbligazionari se, come crediamo, le dinamiche d'inflazione dovessero costringere le banche centrali ad accelerare, al margine, la normalizzazione dei tassi di politica monetaria. Condizione necessaria perché tale eventualità possa realizzarsi è una sorpresa inflattiva che dovrebbe giungere dagli USA a partire dalla componente salariale. Le tempistiche restano incerte con rischi in crescita nella seconda parte del 2018, anche se non è da escludere una sorpresa nel primo trimestre. Tale scenario ci induce a ridurre significativamente la durata finanziaria della componente obbligazionaria del portafoglio.
Sul comparto azionario manteniamo l’esposizione complessiva, facendo però attenzione al mix settoriale: preferiamo banche e titoli ciclici in generale (meno sensibili al rialzo dei rendimenti obbligazionari) piuttosto che azioni difensive, telecom e utilities. Sul comparto IT resta un punto interrogativo: sentiment positivo, posizionamento degli investitori e valutazioni sopra le medie storiche lasciano propendere per un giudizio negativo, allo stesso tempo capacità di creazione di utili aziendali (con flussi di cassa fortemente positivi) e tema secolare di crescita non possono essere facilmente ignorati.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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