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21 Dicembre 2018

Pictet AM: Aggiornamento sulla strategia d'investimento

di G.I.

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A dispetto di notizie marginalmente positive sul fronte macro da FED (con Powell che corregge il tiro rispetto ad Ottobre e indica una maggiore vicinanza al livello di neutralità dei tassi) e commercio (con l’incontro di Buenos Aires Trump-Xi Jinping andato meglio delle previsioni) i mercati finanziari "continuano ad attraversare un momento difficile con pesanti correzioni ad inizio dicembre su tutte le asset class". E' quanto si legge nell’Aggiornamento sulla strategia di investimento di dicembre 2018 a cura di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. 

"I timori macro con curva obbligazionaria Usa sempre più piatta (segnala il rischio potenziale recessione nei prossimi 12mesi) e l’arresto del CFO del colosso IT-Telecom cinese (Huawei) - si legge - sono stati in cima alle preoccupazioni degli investitori nei giorni scorsi. Il sentiment è negativo a dispetto di dati macro che almeno negli USA continuano a mantenersi buoni (crescita impiego buona, ISM sopra quota 60) e valutazioni riportate su livelli sensibilmente più bassi rispetto ad inizio anno (P/E 12mesi 15 volte su S&P500).  Restiamo investiti sul mercato, ritenendo i premi di rischio sufficientemente elevati per tollerare livelli di volatilità (soprattutto su S&P500) più alti. Le nostre attese erano per una ripresa dei mercati, in seguito ad un flusso di notizie a nostro avviso positivo: evidentemente sentiment e posizionamento stanno pesando più del previsto, pertanto ci asteniamo dall’incrementare il rischio di portafoglio. Sul reddito fisso, il BTP con la recente ripresa delle trattative tra Roma e Bruxelles sembra aver preso una direzione incoraggiante, almeno nel breve termine.  Sulla componente azionaria continuiamo a preferire emergenti e tatticamente alcuni settori nei quali incontriamo valore (comparto auto, settore energia e comparto bancario in Europa). Non abbiamo apportato cambiamenti significativi al portafoglio ad eccezione di un incremento delle protezioni tramite Yen e Oro; crediamo che difficilmente la FED vorrà essere troppo aggressiva, pertanto la presenza del dollaro come strumento di difesa del portafoglio è in questo momento contenuta".

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