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17 Novembre 2017

Barometro Pictet AM: prosegue la fase rialzista sui mercati (Report)

di Strategy Unit di Pictet Asset Management

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Il rally del mercato azionario è in atto ormai da tempo ma vi sono numerosi segnali di una prosecuzione della fase rialzista nell’immediato futuro.

Le prospettive per l’economia globale sono positive e a nostro parere le valutazioni sui mercati azionari appaiono ragionevoli. Inoltre, la redditività delle aziende è favorevole. In base ai nostri modelli negli USA gli utili dovrebbero crescere del 10% circa il prossimo anno.

Anche il contesto tecnico è positivo per le azioni. Negli ultimi mesi, infatti, gli investimenti hanno riguardato soprattutto le obbligazioni (si veda grafico) e ora il posizionamento degli investitori in ambito azionario non sembra eccessivamente ottimista.

Vi sono comunque alcuni segnali d’allarme. Uno è costituito dalla potenziale riduzione della liquidità, soprattutto da parte della Federal Reserve. Tuttavia, manteniamo una sovraesposizione alle azioni e una sottoesposizione ai bond.

Abbiamo in parte modificato il posizionamento valutario passando al sovrappeso sul dollaro USA. Negli Stati Uniti dovrebbero aumentare le pressioni sui prezzi alla luce dell’influenza sempre meno marcata di alcuni fattori disinflazionistici che a loro volta dovrebbero sostenere il biglietto verde.

I nostri indicatori del ciclo economico suggeriscono un'ulteriore accelerazione dell'economia mondiale. Tale andamento dipende in gran parte dalla performance della Cina e di altre economie emergenti; nei Paesi avanzati il contesto economico resta stabile. Un dato particolarmente positivo riguarda i consumi che nel complesso sono cresciuti a un ritmo che non si vedeva da fine anni Novanta (appena inferiore al 5% annualizzato in base ai nostri indicatori compositi) e la crescita dovrebbe protrarsi nell’immediato futuro.

Negli USA l’espansione congiunturale è trainata da spesa per gli investimenti ed esportazioni. La spesa in conto capitale dovrebbe mantenersi elevata e contribuire così a compensare la lieve flessione di spesa al consumo e investimenti residenziali nei prossimi sei/nove mesi. L’ottimismo in ambito corporate è stato in parte alimentato dalle prospettive di un taglio delle tasse sulle società, uno dei principali obiettivi dell’amministrazione Trump. Quanto all’economia statunitense ci si interroga soprattutto sul futuro andamento dell’inflazione. Crediamo che la recente debolezza dell’inflazione sia transitoria e prevediamo un rialzo dell’indice della spesa al consumo personale (PCE core) dall’1,3% all’1,8% entro il primo semestre 2018 che darà alla Fed motivi sufficienti per inasprire il tasso sui Fed funds di un quarto di punto in dicembre e altre due volte il prossimo anno.

Nell’Area Euro la crescita resta superiore al tasso tendenziale di lungo periodo e la ripresa è generalizzata a livello settoriale e geografico. L’Italia, che negli ultimi anni ha accumulato ritardo, si è distinta in positivo. Il rischio è che l'inflazione aumenti a un ritmo superiore al previsto spingendo l'euro al rialzo e frenando le esportazioni.

Al contempo la Cina è sostenuta da consumi discreti – che attualmente rappresentano due terzi della crescita del PIL – a conferma che il ribilanciamento dell’economia prosegue anche nel quadro del deleveraging.

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