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Il mese di settembre riporta l'attenzione sulle banche centrali. Un numero crescente di Banche Centrali dell'area G7 si è espresso con rialzi dei tassi o segnalandone l'intenzione (Bank of England e Federal Reserve). Nonostante le tensioni geopolitiche restino a livello di guardia, i mercati stanno riprezzando tale messaggio penalizzando il comparto obbligazionario, complice un quadro macroeconomico che si mantiene incoraggiante. Le elezioni politiche tedesche, nonostante la vittoria di Angela Merkel, hanno prodotto un risultato deludente per la coalizione uscente, indebolendo il mandato della cancelliera.
Negli USA l’attenzione è tornata a focalizzarsi sul tema del pacchetto fiscale USA, il prossimo catalizzatore è la proposta di risoluzione del budget in discussione entro ottobre al Senato USA. I mercati azionari hanno ottenuto buoni risultati a settembre, con l’indice EUROStoxx che sovraperforma gli USA (4,5% vs 2% su S&P500) e gli emergenti che si consolidano (-1%) per effetto del rafforzamento del dollaro.
La riforma fiscale negli USA e l’imminente inizio della stagione delle trimestrali USA sono al centro dell’attenzione in questa fase. Crediamo che il mercato non sconti appieno l’esito positivo della riforma fiscale: un ampio paniere di azioni domestiche USA con aliquote fiscali elevate ha sottoperformanto l’indice S&P500 di oltre 8 punti percentuali dallo scorso marzo (ossia da quando il Trump Trade è stato “smontato”); a settembre il paniere ha recuperato il 2% in termini relativi.
Il contesto sembra favorire l’azionario, attenzione però al rialzo dei tassi d’interesse negli USA; qualora dovessero salire troppo rapidamente (verso quota 2.8-3% sul decennale) potrebbero infastidire non poco le azioni (soprattutto il comparto IT e difensivi). Rimaniamo nel complesso costruttivi sui mercati azionari, in particolare sulla zona Euro ci aspettiamo possa sovraperformare durante la fase attuale di consolidamento della moneta unica.
Rimaniamo ancora negativi sul comparto obbligazionario, dove le valutazioni restano tirate sia in relazione alle previsioni di rialzi comunicati dalla Federal Reserve sia in relazione alle nostre aspettative di recupero dell'inflazione nei mesi a venire.
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