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Goldman Sachs e Morgan Stanley, accanto alle meno note in Italia Hsbc e Ally financial, potrebbero - al più tardi nel giro di un paio di giorni - aderire ad un accordo di risarcimento per i pignoramenti e gli sfratti illegittimi analogo a quello da 8,5 miliardi di dollari chiuso il 7 gennaio scorso da altri dieci istituti di credito Usa.
Lo scrive Bloomberg, indicando come fonte alcune persone che preferiscono restare anonime ma vicine al dossier gestito dalla Federal reserve (nella foto la sede di Washington Dc) e dall'Office of the comptroller of the currency.
Il nuovo accordo potrebbe costare all'industria finanziaria americana altri 10 miliardi di dollari in risarcimenti ai clienti che, negli anni del crollo del mercato immobiliare che ha portato alla peggiore crisi finanziaria dai tempi della Grande depressione, si sono visti pignorare la casa dalle banche per il mancato pagamento della rata del mutuo.
Si allargherebbe così a 14 il numero di istituti di credito coinvolti.
Goldman Sachs e Morgan Stanley sono entrate nel settore dei mutui ipotecari attraverso due acquisizioni.
Goldman Sachs ha comprato Litton loan servicing nel 2007 e Morgan Stanley ha comprato Saxon capital nel 2006.
Litton tra il 2009 e il 2010 ha avviato 135.586 azioni di pignoramento, mentre Saxon ne ha avviate almeno 60.313 nello stesso periodo.
Entrambe le grandi banche d'affari con base a New York hanno in seguito venduto le due società specializzate in mutui.
Hsbc, la cui casa madre ha sede a Londra, conta su una serie di filiali americane che hanno avviato 43.442 pignoramenti tra il 2009 e il 2010.
Ally invece rappresenta il quinto gestore di mutui statunitense, con 2,5 milioni di prestiti gestiti durante la crisi.
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